Mi
infastidisce il significato associato al concetto di 'prudenza': demonizzazione
dell’istinto, abiura dell'emozione, allontanamento da ogni posizione o
appartenenza diversa dalla propria.
Eppure il concetto in sé – di forte
connotazione cattolica – appare inattaccabile: "è la virtù (afferma il Catechismo dellaChiesa Cattolica, n° 1806) che dispone la
ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a
scegliere i mezzi adeguati per compierlo".
Considero presuntuoso parlare di
‘vero bene’. E per esplicitare ciò mi avvalgo delle parole di Pier Cesare Bori,
deceduto in questi giorni: l'amicizia con
le persone e la ricerca del loro bene è più importante della verità teorica.
Non esiste il ‘vero bene’, bensì va ricercato il bene delle persone, che può
essere diverso da persona a persona, da situazione a situazione.





