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sabato 10 ottobre 2020

50, "voilà"



Guardo indietro. Cinquant’anni.

Mezzo secolo. Tappa raggiunta.

Non tutti sono arrivati: i più fragili e sfortunati sono rimasti per strada.

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Per quel che è stato devo riconoscere la fortuna. Molta parte del tutto è casualità: un contesto sociale privilegiato, quello occidentale; una famiglia d’origine semplice e serena, forse anche troppo; discrete risorse personali e, soprattutto, buona salute (mia e di chi mi sta vicino), fino ad ora.

L’interpretazione del percorso, cioè la scelta dei binari sui quali procedere, è l’aspetto più originale, ciò di cui rispondo.

Due le scelte fondamentali: la persona con la quale accompagnarmi, affrontando il mettere al mondo e crescere dei figli e, potendo/dovendo scegliere, dove mettere le energie nel difficile equilibrio tra realizzazione sociale e quella personale. Scelte collegate, scelte decisive.

Tutto concorre alla definizione della posizione nella quale sono stato, sono attualmente e probabilmente sarò: quali risorse esercitare, quante energie impiegare, su cosa orientarle.

L’aspetto essenziale è “guardare in faccia la realtà” accettando di fare conti con se stessi e con gli altri, per quanto possibile con misura e senza eroismi; rifuggendo il rischio della disillusione e conseguente “imbruttimento” ovvero della mistificazione negando la realtà.

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Immagino di avere davanti una trentina d’anni. Pura statistica; variabilità altissima. Metà di questi ancora in attività ed i rimanenti in veloce e progressivo declino. Anni di crescenti mancanze. Proprie e altrui.

Soprattutto questa parte dovrà essere adeguatamente interpretata. E sarà difficile. Vertigine. Aiuto.

FOTO: passaggio

venerdì 23 ottobre 2015

L'urgenza di intraprendere il possibile


Il naturale trascinamento dei tempi si è interrotto bruscamente. I tradizionali e consolidati schemi sono venuti meno.
Non riconoscere ciò significa alimentare l'inutile, l'inattuale. 
In questo contesto è facile risultare inadeguati: i più navigati repentinamente obsoleti, gli emergenti prematuramente fuori gioco, i più giovani immaturi e lontani dalla possibilità di scalfire l'esistente. Impotenza diffusa.
Benché l'esigenza di risposta sia alta e chiara, è difficile risultarne all'altezza: si rincorre la domanda offrendo ciò che si sa fare ma senza riuscire ad essere soddisfacenti, rimanendo lontani dall'incidere sul bisogno; proseguire e perseguire su questa strada è andare alla deriva.