sabato 23 febbraio 2008

Talvolta capita che qualcuno ...

... 'tocchi' certi tasti, oppure proponga nuove 'connessioni' e riesca a 'far accadere le cose'.
Nella vita può accadere di vivere un incontro, delle 'vicinanze' oppure delle situazioni capaci di incidere (anche di cambiare), che fanno sperimentare valori e bellezze che, poi, diventano patrimonio acquisito. Paternità e figliolanza.
Andrea Sorrentino illustra un esempio attraverso il calcio, metafora per eccellenza della vita contemporanea.

Letture:
Andrea Sorrentino (leggere articolo)

sabato 2 febbraio 2008

Il mio recente incontro con ...

... la scuola sta facendo emergere luci e ombre.
Luci attraverso la passione, la competenza e l'amore di una maestra; ombre nel constatare che spesso i bambini, il loro apprendimento, non sono la prima cosa, né per l'istituzione scuola, né - aimè - per gli stessi genitori.
Pietro Citati, in un articolo di qualche tempo fa, analizza alcune questioni della scuola evidenziando l'annichilimento degli insegnanti e ricordando che [...] la sorte del mondo dipende dal dono di piantare un chiodo nel punto giusto.

martedì 15 gennaio 2008

Una canzone riporta queste ...

... parole:
Mi commuovono i vecchi. Muove qualcosa dentro.
Nel guardare la vita da 'vecchio' emerge sia sintesi che libertà.
Ci sono diversi modi di esprimere 'felicità' e 'amore', forse anche la 'bellezza'.
Ettore Sottsass riesce ad esprimere, dal vertice della sua professione - che è la sua vita -, tracce di tutto questo.
Bello il tentativo di vedere e fare tutto orientato alla 'vita', il colore, i materiali, le costruzioni, ... fino agli aspetti più diretti dell'umana esistenza.
Recente è la sua scomparsa. Quella che segue è l'ultima intervista.

Letture:
Ettore Sottsass (leggere articolo)

lunedì 10 dicembre 2007

La verità è un auspicio ...

... e un problema.
Vi propongo un testo dello sgarbato ma lucido Umberto Galimberti che si sofferma sulla condizione di chi sostiene di possedere la verità.
In un mondo sempre più articolato, che mette sempre più i suoi attori a stretto contatto con la diversità, la tolleranza diventa necessaria. Tolleranza - sostiene l'autore - implica ipotizzare che le tesi dell’altro possano essere altrettanto vere delle proprie, significa ammettere che la posizione dell’altro disponga di un gradiente di verità almeno pari alla propria.
Ma come mettere in atto la tolleranza quando c'è di mezzo la verità?

martedì 20 novembre 2007

Due brevi letture ...

... due testi di canzoni.
Giorgio Gaber e Giovanni Lindo Ferretti affrontano il tema del 'reale', di 'ciò che accade' e di 'come starci dentro'.
Emerge un profondo riconoscimento di ciò che è in realtà la vita nello spazio contenuto fra la culla e il cimitero. Il tutto in contrapposizione tra ciò che si vuole che sia e ciò che si vuol far credere che sia.
Il primo arriva ad affermare che tutto quel che accade fa parte della vita e nonostante tutto non è mai finita; il secondo riconosce, tra la vita e la morte, la presenza di uno spazio essenziale fatto di ciò che ci circonda, le persone e i fenomeni - assolutamente tutti - presenti attorno a noi.

mercoledì 7 novembre 2007

Marco Revelli parla di tutti ...

... quelli che non stanno al loro posto, non solo - anche perché in questa definizione potrei rientrarci anch'io -, di tutti quelli che non stanno al loro posto perche un posto per loro non c'è.
L'aumento significativo del numero di queste persone attorno e vicino a noi, sembra stia attivando una pedagogia del disumano che porta con sé la cancellazione dell'ethos umanitario, l'accreditamento del fastidio verso l'Altro, la certificazione ufficiale della sua trasformazione simbolica in minaccia.

Letture:
Marco revelli (Le vite di scarto)

lunedì 15 ottobre 2007

David Grossman nel suo discorso ...

... tenuto a Berlino per inaugurare il festival della letteratura, dopo aver ripercorso alcuni punti salienti della sua vita e del suo essere scrittore, si sofferma su una domanda che parte dalla vicenda della Shoah ma che si contestualizza nella attualità.
La domanda è "come una persona normale può entrare a far parte di un meccanismo di distruzione di massa?". E attualizzata: "in questo momento sto forse collaborando - coscientemente o inconsapevolmente, attivamente o passivamente - a un processo il cui scopo è danneggiare un altro uomo o un gruppo di persone?".
Probabilmente sì. La maggior parte di noi sembra indifferente alla sofferenza di popoli interi, vicini e lontani, o a quella di centinaia di milioni di esseri umani poveri, affamati, ammalati, sia nelle nostre nazioni che in altre parti del mondo.
David Grossman aggiunge:"noi non vogliamo assumerci nessuna responsabilità personale per le cose terribili che avvengono a poca distanza da noi. Né mediante azioni dirette né limitandoci a esprimere solidarietà. Ci fa comodo - quando si parla di responsabilità personale - far parte di una massa indistinta, priva di volto, di identità, e all´apparenza libera da oneri e colpe. E probabilmente è questa la grande domanda che l´uomo moderno deve porsi: in quale situazione, in quale momento, io divento «massa»?"
Conclude, rispondendo a questa domanda, con le seguenti parole: "ho l´impressione che ci trasformiamo in «massa» nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico, e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri".

venerdì 7 settembre 2007

Un salto nelle profondità della vita ...

... attraverso le risposte, lucide e libere, di un mancato suicida (Gianluca Pessotto).
E' un racconto della riscoperta del valore della vita come dono unico (pensi che tutto quello che hai è guadagnato, ogni gesto, ogni respiro in più ... benedici ogni giorno in più che respiri e sei felice).
E di fronte alla domanda "La vita, dopo, come funziona?" risponde: "Con l'amore degli altri, con le tonnellate d'amore che ti rovesciano addosso".
Anche il dramma della depressione ne viene tratteggiato (un buio tremendo, senza speranza). Per arrivare a dire che il vero nemico è la solitudine, è come quando percorri i trenta metri verso il dischetto del rigore, solo che se sbagli il tiro muori.
Rimane non trattato il tema del tradimento, del gesto di abbandono nei confronti di moglie e figli.