Guardo
indietro. Cinquant’anni.
Mezzo secolo.
Tappa raggiunta.
Non tutti
sono arrivati: i più fragili e sfortunati sono rimasti per strada.
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Per quel che
è stato devo riconoscere la fortuna. Molta parte del tutto è casualità: un
contesto sociale privilegiato, quello occidentale; una famiglia d’origine
semplice e serena, forse anche troppo; discrete risorse personali e, soprattutto,
buona salute (mia e di chi mi sta vicino), fino ad ora.
L’interpretazione
del percorso, cioè la scelta dei binari sui quali procedere, è
l’aspetto più originale, ciò di cui rispondo.
Due le scelte
fondamentali: la persona con la quale accompagnarmi, affrontando il mettere al
mondo e crescere dei figli e, potendo/dovendo scegliere, dove mettere le
energie nel difficile equilibrio tra realizzazione sociale e quella
personale. Scelte collegate, scelte decisive.
Tutto concorre
alla definizione della posizione nella quale sono stato, sono attualmente e probabilmente
sarò: quali risorse esercitare, quante energie impiegare, su cosa
orientarle.
L’aspetto
essenziale è “guardare in faccia la realtà” accettando di fare conti con se
stessi e con gli altri, per quanto possibile con misura e senza eroismi;
rifuggendo il rischio della disillusione e conseguente “imbruttimento” ovvero della
mistificazione negando la realtà.
***
Immagino di
avere davanti una trentina d’anni. Pura statistica; variabilità altissima. Metà
di questi ancora in attività ed i rimanenti in veloce e progressivo declino. Anni
di crescenti mancanze. Proprie e altrui.
Soprattutto questa parte
dovrà essere adeguatamente interpretata. E sarà difficile. Vertigine. Aiuto.
FOTO: passaggio