sabato 18 dicembre 2021

Di fronte al deterioramento fisico


La vicinanza quasi quotidiana con persone anziane mi mette nelle condizioni di osservare l’effetto del passare del tempo.

Mai come in questo periodo percepisco due principali dimensioni: da una parte quella fisica e dall’altra quella non fisica. La natura della prima è abbastanza chiara, molto meno la seconda.

La prima si deteriora progressivamente, ineluttabilmente. L’altra parte, che assiste inerme a questa deriva, sembra essere di fronte ad un bivio: arrendersi oppure negare quanto sta avvenendo. Ma anche la resa può connotarsi in modo diverso: come abbandono oppure come accettazione.

L'opzione, consapevole o meno, è in ogni caso una scelta. 

sabato 10 ottobre 2020

50, "voilà"



Guardo indietro. Cinquant’anni.

Mezzo secolo. Tappa raggiunta.

Non tutti sono arrivati: i più fragili e sfortunati sono rimasti per strada.

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Per quel che è stato devo riconoscere la fortuna. Molta parte del tutto è casualità: un contesto sociale privilegiato, quello occidentale; una famiglia d’origine semplice e serena, forse anche troppo; discrete risorse personali e, soprattutto, buona salute (mia e di chi mi sta vicino), fino ad ora.

L’interpretazione del percorso, cioè la scelta dei binari sui quali procedere, è l’aspetto più originale, ciò di cui rispondo.

Due le scelte fondamentali: la persona con la quale accompagnarmi, affrontando il mettere al mondo e crescere dei figli e, potendo/dovendo scegliere, dove mettere le energie nel difficile equilibrio tra realizzazione sociale e quella personale. Scelte collegate, scelte decisive.

Tutto concorre alla definizione della posizione nella quale sono stato, sono attualmente e probabilmente sarò: quali risorse esercitare, quante energie impiegare, su cosa orientarle.

L’aspetto essenziale è “guardare in faccia la realtà” accettando di fare conti con se stessi e con gli altri, per quanto possibile con misura e senza eroismi; rifuggendo il rischio della disillusione e conseguente “imbruttimento” ovvero della mistificazione negando la realtà.

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Immagino di avere davanti una trentina d’anni. Pura statistica; variabilità altissima. Metà di questi ancora in attività ed i rimanenti in veloce e progressivo declino. Anni di crescenti mancanze. Proprie e altrui.

Soprattutto questa parte dovrà essere adeguatamente interpretata. E sarà difficile. Vertigine. Aiuto.

FOTO: passaggio

mercoledì 17 luglio 2019

Il coraggio di volgere lo sguardo


Alla mia età il più è fatto e, in ogni caso, l’orientamento è dato. Ho compiuto delle scelte, ho affrontato delle situazioni, sono stato più o meno abile e fortunato a muovermi negli intrecci della vita.
Cosa ho fatto di rilevante? Dove ho portato valore? Che contributo ho dato nel mio percorso? Insomma, “che cosa sono servito”?
Si può valutare il risultato? E quale punto di vista adottare? La serenità, la produzione, la prestanza fisica, le relazioni, il denaro, il riconoscimento sociale, la salute (e qui c’entra anche la sorte), ….

giovedì 11 gennaio 2018

Risultare utili. Servire a qualcosa.

L'avanzare dell'età sposta l'attenzione dal gradimento al senso di una azione, piccola o grande che sia: diventa importante constatare che quel che viene fatto serva a qualcosa.
Questo ha sempre più a che fare con il mio stare bene.
Il lavoro e la famiglia sono attualmente gli ambiti di profusione delle mie energie, ma l'efficacia, cioè l'utilità, non sempre appare chiara e lineare.

giovedì 19 gennaio 2017

L'inganno di crescita e produttività



Per cacciare le allodole viene adoperato uno speciale congegno a specchi che, illuminato dal sole, inganna quella specie di uccelli attirandoli nella rete. 
Oggigiorno parlare di crescita e produttività significa alimentare l'illusione che una nuova fase di sviluppo economico sia alle porte. E' una speranza diffusa, collettiva che, in modo collusivo, viene alimentata dai principali attori della scena politica ed economica.
Esistono due livelli di realtà: quella auspicata e quella effettiva.

sabato 7 gennaio 2017

Pensare a se stessi, "fregarsene" degli altri

Un dato sembra certo: accettiamo violenza e ingiustizia verso terzi con grande scioltezza.
Tendenzialmente le ignoriamo, al massimo, qualora si presentano forti e chiare dinanzi ai nostri occhi, ci limitiamo a registrarle attendendo che il tempo sfumi le emozioni: disagio, imbarazzo, senso di colpa, ....
L'immagine recente di Mohammed, il bimbo birmano riverso esamine sulla riva del fiume Naf, è la riedizione della foto di poco più di un anno fa di Aylan, il bimbo siriano morto sulle coste turche. 
Il pensiero che possa essere nostro figlio, l'indignazione di fronte alla plateale ingiustizia verso un infante, sono travolgenti.

giovedì 18 agosto 2016

"Brandizzare" l'esistenza

La facilità di comunicazione, attraverso parole ed immagini, è un dato acquisito: con i nuovi media è possibile contattare con grande facilità una molteplicità di persone; condividere notizie, esprimere concetti, mostrare situazioni, cose e persone, il tutto in modo dettagliato e in tempo reale. 
Grandi spazi di possibilità si sono aperti, molti ancora da esplorare. Strumenti e pratiche diventate oggigiorno imprescindibili nella pratica commerciale: vendere un prodotto/servizio, promuovere una istituzione, eventualmente una professionalità. 
Mettere in circolo specifiche e mirate narrazioni è diventato a portata di tutti. Tali pratiche hanno contagiato e travolto anche la quotidianità delle persone: oramai tutti, chi più e chi meno, utilizzano queste prassi.

lunedì 1 agosto 2016

Complici di un sistema carnefice


L'"israelizzazione" del mondo occidentale si allarga a macchia d'olio.
Attentati indiscriminati nei quali ogni persona, casualmente, potrebbe essere coinvolta: spari sulla folla, esplosioni nei locali, automezzi lanciati fra la gente, .....
L'occidente è diventato un bersaglio.
Sul suolo italiano non è accaduto ancora nulla, ma sembra solo una questione di tempo. Dovremmo abituarci; farcene una ragione.