mercoledì 17 luglio 2019

Il coraggio di volgere lo sguardo


Alla mia età il più è fatto e, in ogni caso, l’orientamento è dato. Ho compiuto delle scelte, ho affrontato delle situazioni, sono stato più o meno abile e fortunato a muovermi negli intrecci della vita.
Cosa ho fatto di rilevante? Dove ho portato valore? Che contributo ho dato nel mio percorso? Insomma, “che cosa sono servito”?
Si può valutare il risultato? E quale punto di vista adottare? La serenità, la produzione, la prestanza fisica, le relazioni, il denaro, il riconoscimento sociale, la salute (e qui c’entra anche la sorte), ….

giovedì 11 gennaio 2018

Risultare utili. Servire a qualcosa.

L'avanzare dell'età sposta l'attenzione dal gradimento al senso di una azione, piccola o grande che sia: diventa importante constatare che quel che viene fatto serva a qualcosa.
Questo ha sempre più a che fare con il mio stare bene.
Il lavoro e la famiglia sono attualmente gli ambiti di profusione delle mie energie, ma l'efficacia, cioè l'utilità, non sempre appare chiara e lineare.

giovedì 19 gennaio 2017

L'inganno di crescita e produttività



Per cacciare le allodole viene adoperato uno speciale congegno a specchi che, illuminato dal sole, inganna quella specie di uccelli attirandoli nella rete. 
Oggigiorno parlare di crescita e produttività significa alimentare l'illusione che una nuova fase di sviluppo economico sia alle porte. E' una speranza diffusa, collettiva che, in modo collusivo, viene alimentata dai principali attori della scena politica ed economica.
Esistono due livelli di realtà: quella auspicata e quella effettiva.

sabato 7 gennaio 2017

Pensare a se stessi, "fregarsene" degli altri

Un dato sembra certo: accettiamo violenza e ingiustizia verso terzi con grande scioltezza.
Tendenzialmente le ignoriamo, al massimo, qualora si presentano forti e chiare dinanzi ai nostri occhi, ci limitiamo a registrarle attendendo che il tempo sfumi le emozioni: disagio, imbarazzo, senso di colpa, ....
L'immagine recente di Mohammed, il bimbo birmano riverso esamine sulla riva del fiume Naf, è la riedizione della foto di poco più di un anno fa di Aylan, il bimbo siriano morto sulle coste turche. 
Il pensiero che possa essere nostro figlio, l'indignazione di fronte alla plateale ingiustizia verso un infante, sono travolgenti.

giovedì 18 agosto 2016

"Brandizzare" l'esistenza

La facilità di comunicazione, attraverso parole ed immagini, è un dato acquisito: con i nuovi media è possibile contattare con grande facilità una molteplicità di persone; condividere notizie, esprimere concetti, mostrare situazioni, cose e persone, il tutto in modo dettagliato e in tempo reale. 
Grandi spazi di possibilità si sono aperti, molti ancora da esplorare. Strumenti e pratiche diventate oggigiorno imprescindibili nella pratica commerciale: vendere un prodotto/servizio, promuovere una istituzione, eventualmente una professionalità. 
Mettere in circolo specifiche e mirate narrazioni è diventato a portata di tutti. Tali pratiche hanno contagiato e travolto anche la quotidianità delle persone: oramai tutti, chi più e chi meno, utilizzano queste prassi.

lunedì 1 agosto 2016

Complici di un sistema carnefice


L'"israelizzazione" del mondo occidentale si allarga a macchia d'olio.
Attentati indiscriminati nei quali ogni persona, casualmente, potrebbe essere coinvolta: spari sulla folla, esplosioni nei locali, automezzi lanciati fra la gente, .....
L'occidente è diventato un bersaglio.
Sul suolo italiano non è accaduto ancora nulla, ma sembra solo una questione di tempo. Dovremmo abituarci; farcene una ragione.

venerdì 8 gennaio 2016

"Combinar qualcosa in vita", l'alibi del mondo ostile e la strategia della delegittimazione


Circola a più non posso un grande alibi: il mondo valorizza solo coloro che si conformano e non i capaci e meritevoli.
E' vero che oggigiorno le occasioni e le possibilità sono ridotte, è altresì vero che sussiste l'orientamento a circondarsi di persone obbedienti che fungono da "protesi", ma corrisponde altrettanto a verità la "fame" di persone in grado di farsi carico del mondo, ancor più in un contesto sociale ed economico in profonda crisi, quindi cambiamento.
Questo per dire che, qualora non si riesca ad incidere nella vita, sia personale che sociale, spesso è anche perché non si è sufficientemente capaci e meritevoli.

venerdì 23 ottobre 2015

L'urgenza di intraprendere il possibile


Il naturale trascinamento dei tempi si è interrotto bruscamente. I tradizionali e consolidati schemi sono venuti meno.
Non riconoscere ciò significa alimentare l'inutile, l'inattuale. 
In questo contesto è facile risultare inadeguati: i più navigati repentinamente obsoleti, gli emergenti prematuramente fuori gioco, i più giovani immaturi e lontani dalla possibilità di scalfire l'esistente. Impotenza diffusa.
Benché l'esigenza di risposta sia alta e chiara, è difficile risultarne all'altezza: si rincorre la domanda offrendo ciò che si sa fare ma senza riuscire ad essere soddisfacenti, rimanendo lontani dall'incidere sul bisogno; proseguire e perseguire su questa strada è andare alla deriva.