martedì 6 gennaio 2015

Auspicando la fine dell'ideologia dell'obbedienza e dell'adesione incondizionata


Artificialità, opportunismo, ipocrisia, falsità, manipolazione sono tratti dei comportamenti che si possono riscontrare in modo diffuso e frequente; tratti profondi, attuati implicitamente più di quanto si pensi.
Fino ad oggi ho considerato tali istanze quali parti costitutive del comportamento umano, connotando il loro manifestarsi con la fragilità, l'incompiutezza, la debolezza, insomma tratti dovuti alla storia, ai percorsi e alle caratteristiche culturali e personali. Ho adottato insomma un principio di comprensione piuttosto che di condanna.
Approccio comprensivo, se non giustificativo, che trova evidenza nella realtà dell'Italia di oggi: paese collocato al 69esimo posto tra le 177 nazioni valutate nell'indice di Transparency International, che registra solo 257 carcerati per corruzione su una popolazione di 50 mila.

giovedì 4 dicembre 2014

La meraviglia di un figlio

Convivo con i miei figli; assisto al loro crescere.
Osservo il progressivo definirsi: nascono che "non sono" per poi diventare "qualcuno" e "qualcosa". Quel che potranno, quel che vorranno.
Ed io qui a presenziare.
Alla nascita, eccetto il genere, tutto è novità: la "carne" con le sue fattezze, i lineamenti e le proporzioni, i tratti della fisionomia.
Non è vero che tutti nascono belli!
Resta celato l'essenziale: le energie, le capacità, l'emotività, il carattere.
Poi crescono.
Nel mio invecchiare loro definiscono se stessi; mentre io difendo l'acquisito loro si aprono al mondo. Giorno dopo giorno portano alla luce la loro distintività. Mi piace osservarli, coglierne i segni, immaginare e prefigurare chi e come saranno. Due sono i punti di attenzione: l'autonomia e le peculiarità, ovvero la propensione ad arrangiarsi ed i tratti di distintività.

mercoledì 5 novembre 2014

L'ineludibilità di fare i conti con la realtà


Da 'uomo di chiesa', benché da qualche anno 'alla finestra', osservo con interesse l'azione di papa Bergoglio. In virtù della mia storia, quindi della mia identità, lo faccio con profonda attenzione e coinvolgimento.
Mantengo alta la convinzione che un ciclo storico-culturale sia da tempo concluso, che sia irreversibilmente consumata la capacità del cattolicesimo di comunicare e costruire senso e valore. Un'epoca è finita benché si trascini arrancando da anni; la Chiesa Cattolica è depotenziata, tenuta in vita prevalentemente per rispondere a bisogni di identità e appartenenza. Proseguire e perseguire senza mettere in discussione l'esistente è 'accanimento terapeutico'.

lunedì 20 ottobre 2014

"Dire come stanno le cose": delegittimare l'ipocrisia


Sono stato educato a dire ciò che si deve dire, non a dire ciò che si sente, si vede e si pensa. In molte occasioni ho percepito chiaro l'ammonimento, preventivo e consuntivo, dell'esprimere un parere, talvolta indicato come atto eversivo, in particolare quando espresso in ambienti istituzionali. 
L'esprimersi risente di regole culturali, spesso implicite, condensate nell'espressione politically correct ovvero valutazione di opportunità. Concetti in sé nobili che rinviano a linee di opinione ed atteggiamenti sociali di attenzione e rispetto dell'altro, ma, contestualmente, strutturalmente ambigui che si prestano a diverse interpretazioni. Se è vero infatti che esercitare attenzione e rispetto implica accettare che esiste un limite alla libera espressione, spesso tale limite viene pretestuosamente interpretato quale legittimazione dell'adulterazione, fino al tradimento del significato originario: giustificazione della menzogna, diffusione della mistificazione, sdoganamento dell'ipocrisia.

giovedì 2 ottobre 2014

Cari giovani, è tempo di rischiare 'clamorosamente'

Lo stato dell'arte sembra chiaro: l'accelerazione dei 'tempi' rende obsoleto l'esistente che trascina con sé coloro che si trovano a guidarlo; costoro faticano a 'stare al passo' e, allo stesso tempo, a 'lasciare il passo'.
I sessantenni definitivamente superati; la carriera dei cinquantenni conclusa anzitempo; i quarantenni destinati a 'saltare il giro'; i trentenni tenuti a debita distanza; i ventenni 'fuori gioco'. La conseguenza è una situazione, politica, sociale ed economica, bloccata.
Urge rompere questo stallo.

martedì 16 settembre 2014

Alzare lo sguardo, mettere al centro l'interesse collettivo


Una società responsabile, che ha a cuore il bene pubblico, deve garantire il ricambio attraverso sistemi di selezione ed elezione basati su coerenti e adeguati criteri. Diversamente, una società irresponsabile, che insegue il bene individuale e/o 'di parte', mette in atto meccanismi di germinazione cellulare, a mo' di clonazione: individui uguali a chi li ha generati, sicuramente - come avviene nel processo di scissione - più deboli della cellula madre.
I riferimenti utilizzati per la selezione fanno perno sul 'saper fare': le persone vengono misurate rispetto a definiti requisiti di esperienza e competenza. Il 'saper essere', invece, avendo a che fare con la qualità profonda dell'essere umano, quindi con orientamenti, stili e atteggiamenti, risulta oggettivamente più difficile da 'contenere'. Dentro tale istanza confluisce l'etica e la morale.
Soddisfatto il 'saper fare' e senza evidenti mancanze rispetto al 'saper essere', una candidatura viene ordinariamente ritenuta idonea. Ma il 'saper essere' non è meno importante del 'saper fare' e il limitato o parziale riconoscimento di tale istanza alimenta l'ambiguità e, conseguentemente, la manipolazione.

sabato 30 agosto 2014

Rifocalizzare, ridimensionare, obiettivi e consuetudini

Dopo anni di ininterrotto ritmo, allento la presa; lascio scivolare via le scadenze. Trascorre il tempo e smetto di rincorrerlo.
Assecondo la sensazione del venir meno di senso e significato del dare parole a quanto vivo e vedo; quasi un prendere le distanze dalla diffusa bulimia di parole, inutili, obsolete, spesso consumate.
La crisi dei nostri tempi - che non è solo economica - spazza via lo scenario predominante degli ultimi decenni. Viene meno un paradigma e con esso i suoi modelli, le sue idee ed i conseguenti comportamenti.

venerdì 6 giugno 2014

La tentazione di volgere lo sguardo all'indietro

 
Un evento, l'iniziativa di alcuni (da tempo persi di vista), infine l'invito a farne parte. Questo è l'antefatto.
La visione di una foto - immaginata, cercata, alla fine, trovata - mi ha emotivamente coinvolto, anche un po' travolto.
Benché sollecitato, anche tentato di esserne parte, ho declinato: la scusa la distanza, la motivazione non tanto il disinteresse, quanto la profonda esigenza di starne fuori.
Non voglio riemergermi nel lontano passato, per lo più dimenticato, certamente estraneo alla mia quotidianità.
Troppo giovane allora, eccessivo il tempo trascorso: strade divaricate, lontane, disperse.