mercoledì 10 marzo 2010

La seconda carica dello stato ...

... ha parlato di "priorità della sostanza sulla forma". Colui che è deputato a custodire le regole che relativizza le regole!
La vita 'trabocca l'orlo di qualsiasi tazza' (Pasternak), la vita è fatta di regole ma anche di episodi. E' necessario disporre di interpreti delle une e degli altri: chi è deputato a presidiare le regole dovrebbe essere garante dell'istituito con l'attenzione a non bloccare pregiudizialmente il nuovo; chi si pone sul versante del creare dovrebbe esser capace di accogliere l'emergente sollecitando, ma senza destabilizzare, l'ordine precostituito. Entrambi assolvono ad utili e necessarie funzioni.
E' la buona navigazione degli uomini e delle donne dentro questo siffatto mare che crea valore. In altre parole c'è bisogno di contenimento e contenuto, di continuità e discontinuità, di presidio ed invenzione, anzi, c'è bisogno del loro incontro. Solo tenendo insieme, facendo dialogare queste istanze si crea 'bellezza'.
In contrapposizione al cattivo interprete delle regole, ecco che il calcio - eccellente metafora della vita - offre un esempio di buon interprete degli episodi.
Mario Sconcerti, parlando di Mario Balotelli, afferma che "è fondamentale avere un giocatore che strappa la routine della partita e la porta lontano da ogni tattica". Uno, insomma, da usare quando non è più sufficiente mettere in atto una tattica, quando - sempre usando le parole dell'autore - "non vince chi gioca meglio, ma chi sa usare meglio gli episodi, chi sa costruirne di più e di diversi". Ma uno così può anche giocare poco, talvolta anche essere messo ai margini. Lo stesso giocatore, infatti, arriva ad affermare che il suo sogno "è di segnare in una competizione importante all'ultimo minuto. E magari non giocare dall'inizio, di entrare, segnare e vincere".

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